Il supercomputer
E' sotto gli occhi di tutti la rincorsa da parte di Intel, AMD e degli altri
produttori di microchip per computer verso nuove mete, in termini di velocità e
prestazioni degli elaboratori.
Nonostante sia in corso una vera e propria rivoluzione, e nonostante a tutt'oggi
molti sostengano che siamo arrivati al punto che molta potenza in più sia
superflua, ebbene i più veloci supercomputer di oggi sono ancora troppo lenti
per la scienza di domani.
E molte sfide non possono ancora essere affrontate.
I progressi in molti campi, dall'ingegneria alla medicina, dalla biologia allo
studio del clima, dipendono in larga parte dallo sviluppo di macchine almeno
1000 volte più veloci rispetto ai supercomputer di oggi.
La simulazione del comportamento di sistemi complessi, con gradi di fedeltà ed
affidabilità accettabili, richiede prestazioni che vanno ben oltre quelle
disponibili.
Facciamo un esempio: per il calcolo della struttura spaziale di una proteina,
occorrerebbero 100 anni anche al più veloce supercomputer oggi disponibile.
Per portare a termine queste tipologie di analisi in tempi ragionevoli,
occorrerebbero sistemi di ipercalcolo che raggiungano velocità dell'ordine dei
petaflop, ovvero un milione di miliardi di operazioni in virgola mobile al
secondo.
Per non parlare dei costi. Questi supercalcolatori hanno un rapporto
prezzo/prestazioni molto alto, orientativamente più di 10 volte il rapporto di
un personal computer di buona qualità.
Inoltre, nonostante le impressionanti velocità di calcolo questi elaboratori
non fanno buon uso delle risorse disponibile, abbassando così l'efficienza.
Quella dei computer HTMT (hybrid-technology multithreaded) è una nuova classe di sistemi che offre approssimativamente 100 volte la capacità delle macchine attuali a un costo quasi equivalente e a parità di consumo di energia e di spazio. L’ulteriore sviluppo di questa tecnologia può portare oltre il milione di miliardi di flop, nel dominio del trans-petaflop. Per raggiungere questo obiettivo, un gruppo di ricerca ha sviluppato una nuova architettura hardware. Gli elementi base dell’HTMT sono stati sviluppati col supporto finanziario di alcuni enti degli Stati Uniti: NASA, National Security Agency, National Science Foundation e Defense Advanced Research Projects Agency, ma per l’effettiva realizzazione si aspetta ora un ulteriore finanziamento governativo.
Per
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Davide Baracchi.