E' fenomeno di questi anni la grande diffusione della "new economy", ovvero l'economia che si sviluppa su Internet e cerca i propri profitti attraverso questo mezzo; nel campo dell'informatica nessuna azienda può esimersi dal proporre ai propri clienti prodotti basati sulle "nuove tecnologie"
La "new economy" pare attraversare, nei primi mesi del 2001, una prima battuta d'arresto: non si trovano più facilmente investitori disposti ad investire "al buio", in base ad una semplice promessa di guadagno futuro. Tralasciando in questa sede l'analisi economica dei fenomeni che stanno alla base di questo ridimensionamento delle attese e delle speranze di molte piccole aziende (le cosiddette "start-up") focalizziamo la nostra attenzione sulle problematiche legate allo sviluppo di applicazioni basate sul web.
Una applicazione web, intendendo con questo termine sia le applicazioni progettate per Internet (e quindi messe a disposizione di un pubblico completamente al di fuori di un possibile controllo da parte dei gestori dell'applicazione) sia quelle progettate per le Intranet (ovvero le reti aziendali, dove gli utenti possono essere vincolati a compiere solo determinate operazioni e comunque possono essere efficacemente istruiti) presenta una serie di problematiche nuove rispetto ad una applicazione client-server tradizionale.
In una applicazione web, comunque sviluppata, all'utente dovranno apparire una serie di pagine HTML: il client deve allora essere un browser come Microsoft Internet Explorer, o Netscape Navigator, o ancora di altri tipi. Si perde il concetto di client proprietario, non è possibile progettare da zero un client adatto all'applicazione che si sta sviluppando, e quindi si aggiunge la prima complicazione. A braccetto con il client, viene il server, che neanche in questo caso è possibile sviluppare in casa: scegliere il server è una questione non solo tecnica ma coinvolge in profondità anche gli aspetti di commercializzazione del prodotto. Scegliere una tecnologia fra le tante disponibili significa fare i conti con le politiche aziendali riguardanti i rapporti con le principali ditte di software, e con la propria capacità di imporre delle soluzioni al cliente.
Qualunque sia la scelta tecnica, al programmatore non è comunque più sufficiente conoscere un linguaggio di programmazione; è necessario che egli conosca compiutamente, anche se non nei minimi dettagli, l'ambiente nel quale l'applicazione prodotta dovrà operare, perchè ci sono dei limiti oggettivi dettati dalla natura del client, oggetto come già visto da prendere "a scatola chiusa", e ci sono inoltre dei limiti dettati dalla lentezza di trasmissione dei dati: un'applicazione web, comunque la si progetti, sarà sempre meno performante rispetto ad una equivalente client-server in quanto a questa architettura si aggiungono una serie di strati intermedi che inevitabilmente riducono l'efficienza dell'applicazione.
Copyright (c) 2001 Davide Baracchi.
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