Una donna fra le donne

Incontro con Marcela Serrano, in occasione del Festival della Letteratura di Mantova

 

Forse un tempo, scrivere di donne - eccetto qualche eccezione - , non avrebbe suscitato grande interesse. Racconti di eroi che, dopo mille peripezie salvano la loro principessa, di coraggiosi avventurieri ed arditi soldati, avrebbero maggiormente stimolato i lettori.
Le mode sono cambiate e nelle librerie si fa sempre più spazio a romanzi dedicati al " sesso debole" - se ancora così lo si può definire ! -. Tra questi si deve senza dubbio ricordare " Antigua, vita mia", l'ultima creazione di Marcela Serrano, ospite del Festivaletteratura di Mantova.
Piazza della Cavallerizza è gremita da un numeroso pubblico - la cui maggioranza non è certo di uomini - , in attesa di una scrittrice che si è fatta interprete del misterioso e complicato mondo femminile.
Presentata, in modo apprezzabile da Alessandra Orsi, la Serrano ha dato inizio all'incontro, leggendo in spagnolo alcuni tratti del suo scritto. "Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule, di neuroni, di ferite ed entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è sempre la storia di molti uomini". Sono parole forti, toccanti che, pur se già lette, suscitano in ciascuna di noi forti sensazioni, facendoci inevitabilmente pensare alla nostra esperienza personale. Chi legge, infatti, si sente avvolto da un intenso sentimento di condivisione: sembra di percepire e di comprendere le emozioni delle protagoniste del romanzo, un alter ego che traspare tra le righe. E' come se le donne , prima o poi, alcune in un modo, alcune in un altro, vivessero le medesime paure, felicità, i medesimi dubbi, i medesimi sbagli...
La scrittrice cilena è riuscita completamente a comunicare questo senso di comunione, sottolineando che " ciascuna è eco di un'altra donna: e ciò permette di conoscere se stesse".
"Antigua, vita mia" è esempio di questa profonda relazione. Racconta l'intrecciarsi di due vite complesse, quelle di Josefa e di Violeta: l'una in preda a una soddisfacente carriera di cantante, ma schiacciata dalla mondanità; l'altra, apparente simbolo di equilibrio interiore, ma macchiata dall'essere l'assassina del marito violento.
Un dramma di due mogli e madri, che non si svela subito al lettore, ma si palesa pagina dopo pagina. Si impara lentamente a conoscere Josefa e Violeta con le loro speranze e i loro timori, attraverso il racconto del loro passato, del loro futuro rappresentato dai figli, dalle loro figlie.
Marcela Serrano, con decisa insistenza sottolinea l'importanza di ciò che è già trascorso, della genealogia che si è diramata fino a creare noi stesse. Con un pizzico di autoironia rivela di avere quattro sorelle, quattro zie materne e di aver partorito due bambine: insomma una donna fra le donne!
Fondamentale è apprendere il passato perchè solo in questo modo, "portando la memoria sulle spalle la storia non si ripete".
La mente del lettore, non può non riprendere le prime righe del romanzo " Oggi è caduto il muro di Berlino. Tutto è cominciato quel 9 novembre con la caduta del muro": è la storia di un paese, l'altro mattone che fa delle persone quelle che sono. Il Cile rappresenta la storia di Marcela Serrano la quale racconta la dittatura, il periodo di transizione successivo al regime, l'atteggiamento dei cileni restii a rivivere, con il pensiero, gli anni passati, evitando di affrontare i problemi presenti.
E gli uomini? L'autrice, come si può notare anche nelle altre opere, dimostra un atteggiamento non certo ostile nei confronti del sesso maschile: in ogni vicenda è sempre presente un uomo che riesce a far breccia nel cuore della donna, rendendola serena e realizzata.
"E cominciò il canto a più voci, il richiamo delle voci che si confondevano, si fondevano, stringevano un patto d'alleanza".
"Antigua, vita mia"
è dunque un libro di donne, ma non solo per donne: è destinato a tutti coloro che hanno la sensibilità di porsi in ascolto di un mondo che per secoli è stato costretto al silenzio; un popolo, quello femminile, che condannato a vivere nell'ombra per molto tempo sta urlando la propria dignità.

Per arcoNewsPiccolo.gif (1488 byte),
Ramona Lucchetti
27/09/2000