OLTRE IL DIVERSO
All'inizio del secolo erano le donne che sfilavano per le piazze, per la conquista di una dignità, erano gli operai che manifestavano per migliori condizioni di lavoro; oggi, nell'anno 2000, a bandiere spiegate, fanno sentire la loro voce gli omosessuali.
Un mondo, quello dei gay e delle lesbiche, che pochi osano conoscere, che molti disprezzano, che i più ignorano; un mondo che negli ultimi tempi si sta preparando alla propria rivoluzione, per l'affermare un'identità di uomini e non di extraterrestri. Non è forse vero che la storia della società non è stata altro che una continua lotta per i diritti, per l'uguaglianza, per la distruzione di quell'infimo male chiamato pregiudizio?
Sui giornali, non si parla che della discussa marcia su Roma, di questi essere strani, forse un po' pazzi, scandalosi, ma sicuramente diversi. Ed è proprio questo il nuce della questione: il diverso, che fa paura, che deve essere allontanato, distrutto, come una mela che marcia deve essere inevitabilmente gettata.
Discriminati, licenziati, estromessi, definiti spregiudicati, se non addirittura immorali ed indecenti: forse in certi casi il giudizio è sì veritiero, ma non bisogna certo fermarsi all'apparenza, non bisogna lasciare che il senso di onnipotenza prevalga sul diritto ad essere un uomo vivente, con pensiero e volontà. Non a caso la mente corre alla ignobile pratica di uccisione di omosessuali, tramite schiacciamento, eseguita in Iran.
La sessualità, nell'individuo, è una componente fondamentale, espressione della personalità, della propria intimità ed una repressione di essa porterebbe sicuramente all'autonegazione.
E' vero anche, che nell'uomo, a differenza degli animali, vi è l'influenza di ciò che si è imparato ed appreso: vi sono casi in cui individui nati con organi maschili, sono stati allevati come femmine e di conseguenza hanno assunto atteggiamenti e sentimenti considerati femminili.
In questa complessa evoluzione che caratterizza la coscienza della propria sessualità, giocano un ruolo fondamentale i genitori. Secondo molti psicologi, infatti, la madre rappresenta non solo un modello per le figlie per il modo in cui si dovrebbero comportare - ruolo sessuale, ma anche del modo con cui attrae l'attenzione dell'uomo o lo influenza.
Tutto ciò per dimostrare, che nella maggioranza dei casi, essere omosessuali, non è solamente espressione di stravaganza, per mettere un po' di pepe nella vita: rappresenta qualcosa di più serio, ossia una rottura nella lunga catena della crescita.
Al di là delle cause, il fenomeno dellomosessualità è avvolto dall'ombra della discriminazione, per i diffusi e radicati insegnamenti giudaico-cristiani: l'unione sessuale è un sacramento che non solo unisce la coppia, ma crea un legame tra uomo-donna e Dio, considerando i figli un dono di Dio.
Dunque è peccaminosa ogni attività che esclude la procreazione.
Ritornando alla famigerata manifestazione dell'8 luglio. La si può facilmente immaginare, rammentando alcune immagini delle precedenti: un carnevalesco, volgare corteo, in cui si alterneranno abbigliamenti stravaganti, a nudità più o meno evidenti, da approcci impudici, a insulti contro la società. Una marcia, insomma, che invece di parificarli a qualsiasi coppia eterosessuale, continuerà ad allargare una crepa che alla fine distruggerà l'esemplare monumento della tolleranza. E' dunque proprio necessario affermare con veemenza la diversità?
Non è certo questo il modo. La trasgressione, il sesso portato agli estremi del non pudore, non può essere certo accettato e visto come simbolo di normalità. Tolleranza vuol dire compromesso: no ad esibizioni esagerate, che rompono gli schemi di una società civile, no a licenziamenti solo perché gay.
Ogni uomo, se non crea danno ad altro, ha diritto a vivere la propria vita: il male peggiore è l'egocentrismo, il non accettare il diverso, senza nessuna riserva, il chiudersi in se stessi per dare spazio solo a se stessi.
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Ramona Lucchetti