IL RISVEGLIO DEI RICORDI

 

...e sono già passati più di trent’anni!

L’avevo conosciuta quando io ero poco più che un adolescente e lei invece era già donna, forse fin troppo donna per la mia giovane età, per come io vedevo il mondo allora, con gli occhi del ragazzo e la fantasia innocente del fanciullo; era tempo di vacanze al mare e già l’ambiente non faceva che stimolare la fantasia: quante occasioni “provocanti” si presentavano ogni giorno!

Ogni gesto che compiva ed ogni parola che usciva dalle labbra di quel Sogno fatto donna, per me erano come il richiamo delle sirene. Si sarà accorta di me, pensavo ingenuamente?! Oggi dico: certamente si, pur senza dimostrarmelo. Era troppo il divario fra le nostre età ed inoltre la mia ingenuità ed inesperienza mi aiutavano ben poco a dissimulare le emozioni!

Terminato quel breve periodo di libertà, ognuno per la sua strada e poi di lei più nulla. Per qualche tempo l’ho ricordata come l’avevo sempre vista durante quella vacanza, curata nel vestire, truccata quel tanto che bastava per apparire bella, ben pettinata...; lo stordimento subìto non mi aveva però impedito di constatare che dava molto, moltissimo spazio alla cura della sua persona: ripeto, nonostante la mia “apparente assenza” questo particolare mi aveva colpito al punto da farmi rimettere i piedi sulla Terra.

Alla fine della vacanza, lei, che aveva capito più di quanto io potessi immaginare, mi regalò una penna stilografica: chissà perchè proprio una penna, mi sono chiesto più volte? Era forse un invito a continuare a scrivere poesie, dopo avermi sentito mentre le recitavo ai miei coetanei? Allora a qualcosa erano servite! Se avesse invece letto quelle che avevo scritto per lei...un regalo simile non l’avrei certo ricevuto!

Tornato a casa e riposto gelosamente il caro oggetto dove io solo sapevo, piano piano il ricordo si affievolì al punto che me ne dimenticai definitivamente: le esuberanze giovanili che non lasciano segni tangibili, nel tempo si possono anche smorzare.

Chi ha cambiato casa più di una volta sa benissimo che questo fatto ha la prerogativa di far sparire o di far riaffiorare tante cose dai posti più impensati e così dopo un secondo, sudato trasloco, mi sento dire da mia moglie: - Guarda che bella penna ho trovato in questa scatola lasciata in soffitta, non me l’hai mai fatta vedere...da dove arriva? - Un sussulto controllato seguìto da una laconica seppur convincente risposta, fu la mia reazione: quando si dice l’esperienza...!

Era ritornata a galla la penna che mi aveva regalato Edda alla fine di quella lontana, tormentata e all’apparenza dimenticata vacanza al mare, tanti anni fa!

Mi sembrava impossibile...! come mi sembrò impossibile che il ricordo si fosse risvegliato in me in modo tanto repentino: un nuovo fulmine a ciel sereno grazie a quella memoria che per tanti anni era rimasta muta, assopita in fondo al cassetto dei ricordi.

Oggi non so nemmeno immaginare che fine possa avere fatto quel Sogno lontano però mi è tornata alla mente una delle poesie che le avevo dedicato e ovviamente mai presentato, nella timidezza e incertezza dell’età; così recitava e tale è rimasta:

 

Edda,

tu non credi

in tutto ciò

per cui

l’uomo vive:

che ne sarà,

donna,

di tutto questo amore

che

solo

alla tua carne porti?

Volgi

altrove

le tue cure

a qualcosa,

che

dopo di noi,

eterno duri.

                                                                                                              

Nella mia mente ancora sgombra da quei pregiudizi che nel tempo ci condizionano la vita, le avevo rivolto in silenzio anche tanti altri pensieri, con la segreta speranza che il mio atteggiamento fosse sufficiente a farle cambiare quel modo di vivere che io faticavo a comprendere e giustificare; avrei voluto convincerla ad essere ancor più se stessa ma forse l’inconsapevole verità, della quale solo oggi mi rendo conto, è che avrei desiderato maggiori attenzioni nei miei confronti: ma se fossi riuscito ad esternarle i miei pensieri ed a farla partecipe dei miei sentimenti, sarebbe rimasta ugualmente l’Essere che mi era apparso e che mi aveva tanto turbato?

Dalla profondità dei ricordi la sua immagine è riapparsa immutata, come allora ben pettinata, il trucco discreto e ben fatto, niente eccessi: la sua assidua cura “esteriore” avrà certamente ritardato il suo invecchiamento naturale, mentre io...

A pensarci bene, ricordo di non averla mai sentita fare discorsi di un certo impegno e neppure preoccuparsi più di tanto dei problemi che potevano affliggere chi le stava accanto: anche per i miei problemi, nessun interesse, pensavo tra me e me! Ecco il perchè di quelle poesie “segrete”!

Dopo tanto tempo, incontrandola, saprei riconoscerla? E lei sarebbe in grado di fare altrettanto con me, che certo sono cambiato molto più di lei...? Rivedendola, il mio cuore si metterebbe a palpitare come quando volentieri, entusiasta, quasi ansioso partecipavo ai quei giochi dove lei era parte attiva?

Oggi ho una famiglia che amo e con la quale sono felice ma dal momento che da un cassetto lasciato in soffitta è uscito quell’oggetto dimenticato, ho l’impressione di sognare come durante la vacanza al mare di trent’anni fa e dopo aver ritrovato quella penna mi sembra di scrivere più volentieri, anche su temi di scarso interesse.

Quanti i sogni giovanili che, ingigantiti nella memoria, per non dimenticarli, “ho raccontato” con una penna! E se avessi avuto “quella” penna fra le mani...!

Quando raffronto la memoria con quello che io sono oggi, mi prende un grande sconforto e mi rammarico di non essere riuscito a sfruttare adeguatamente, come avrei dovuto, tutte le occasioni per crescere che la Vita mi ha posto davanti: potrei certo essere migliore, per me e per gli altri!

Svegliatomi da una notte praticamente insonne, mi sono chiesto se ciò che è successo è stato solo un sogno... se è stata una prova del destino... una semplice debolezza umana o...chissà cosa?

E’ per questo che, temprato dalle esperienze, le più disparate, che la Vita mi ha offerto, mutato nell’aspetto e più sicuro nel carattere, ciò che spero è solo di NON incontrarLa un’altra volta sul mio cammino.

 

 

 

GIANNI  BARACCHI

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