E il nonno del Grande Fratello?

Molti fans e non solo, si saranno chiesti dove abbia tratto origine la ormai celeberrima trasmissione del Grande Fratello. Il quesito è più che naturale, dato che, nella storia del piccolo schermo italiano, non si ricorda nulla di simile.
Il Grande Fratello si colloca in quello che viene definito genere dei 'reality show', caratterizzati dalla spontaneità dei protagonisti - ops! Attori -, e da nulla di assolutamente preparato o precostituito: si definisce infatti una realtà vera, ma in assoluta funzione della televisione. Di questi si devono ricordare, per l'enorme successo conseguito, quelli comici: primo fra tutti il 'Candid Camera', realizzato da Allent Funt.
Questo bizzarro personaggio, ai tempi della seconda guerra mondiale, aveva il compito di registrare i radiomessaggi che i militari intendevano inviare negli Stati Uniti. Accorgendosi che i soldati, spontanei e disinibiti durante le prove, ma timidi e imbarazzati nel vero momento della registrazione, decise di far credere loro che i momenti di invio messaggi fossero delle mere simulazioni.
Da questa, non certo particolare , esperienza, Funt creò un programma radiofonico, 'Candid Microphone': venivano intervistate persone ignare di tutto e riprese nella loro veste più genuina e in qualche caso ridicola.
Dalla radio, il programma passò ben presto alla tv, con un nome simile: ' Candid Camera'.
In Europa, esperimenti televisivi di tale specie, sono state accolte molto più tardi: forse a causa di un ambiente scettico ed legato alla vecchia tradizione di far spettacolo.
Questo nuovo modo di farte odience, si concretizzò in due filoni.
Il primo, all'inizio degli anni '90, si identificò nella cosiddetta 'TV verità', in cui sono riprese e trasmesse situazioni che comunque si sarebbero potute verificare anche senza un pubblico. Ebbe un grande successo soprattutto in Italia - ne sono esempio 'Chi l'ha visto', 'Telefono giallo', 'I racconti del 113'... -.
L'altra corrente è propriamente la reality show - di cui sopra -, sperimentata in Olanda e successivamente negli Stati Uniti.
In Italia, i programmi a telecamere nascoste hanno inizio nel 1965 con ' Specchio Segreto', a cura di Nanny Loy, e 'Viaggio in seconda classe', nel 1977.
Solo nel 1995, si ebbe il vero antecedente italiano del Grande Fratello: 'Davvero'. In 45 episodi, un gruppo di ragazzi del Dams di Bologna furono ripresi in casa e in giro per la città, da sei telecamere.
L'evoluzione si ebbe velocemente: alla originaria struttura del programma, venne aggiunto l'elemento gioco, con gara ad eliminazione e premio in denaro per il vincitore.
Ma perchè chiamarlo proprio 'Grande Fratello' e non con un'altra denominazione, magari più suggestiva? Pochi sanno che Big Brother, rappresenta l'allegoria inventata da Orwell, nel suo '1984': infatti il 'Grande Fratello' - il cui nome evoca 'il piccolo padre', cioè Stalin -, era un dittatore che da solo riusciva a spiare i suoi sudditi.
Tracciata la ricca genealogia, non ci rimane che inserire nell'album di famiglia anche questo nuovo nato su Canale 5 - e per ora già defunto -, del 2000.

Per arcoNewsPiccolo.gif (1488 byte),
Ramona Lucchetti