Il grande flop ovvero lo zoo di vetro
Quasi due secoli fa un omino piccolo e semi calvo di nome Napoleone
Bonaparte in 100 giorni segnò profondamente i destini dell'intera Europa.
Ai nostri giorni, in un analogo tempo, grazie al martellamento delle reti Mediaset, il
Grande Fratello ha modificato i gusti di molti italiani trasformandoli in pettegoli
voyeur.
E tanto hanno fatto e tanto hanno tuonato che in molti si sono convinti che il Grande
Fratello era un avvenimento culturale da seguire.
Quelli, che credendoci, si sono appassionati alle vicende dei 10 ragazzi.
I 10 che si sono volontariamente fatti rinchiudere in una gabbia di vetro.
Spiati 24 ore su 24 da una trentina di telecamere
Isolati col resto del mondo e come unica prospettiva un vistoso premio finale o quantomeno
una certa notorietà.
Si, perché a sentire loro, sempre quelli di Mediaset, buona parte degli italiani erano
incollati alla TV per seguire le vicende dei 10 sventurati che hanno rischiato la loro
incolumità mentale per partecipare al gioco.
Ma, visto come dovevano comportarsi, non poteva essere un gioco.
Tutti contro tutti in una saga nel segno della legge della jungla.
E' la legge della jungla non è un gioco ma un sistema di vita ove solo il più forte
sopravvive a discapito del debole.
Ne è un triste esempio il confessionale.
Si proprio quell'aberrante marchingegno che ha messo in mostra quanto di peggio è
nascosta nell'animo delle persone.
La dimostrazione tangibile di quanto l'uomo possa cadere in basso per la smania di
primeggiare, di voler salire, di voler arrivare.
Chissà perché tutto quello che non ci migliora va per la maggiore.
E' stato palese a tutti le difficoltà psichiche e ambientali in cui si trovavano gli
ultimi sopravvissuti alle eliminazioni.
All'apparenza ne sono usciti tutti mentalmente incolumi. Forse li ha salvati la loro
scarsa cultura o la spassionata amicizia di un cagnolino.
Lo sbandierato successo della trasmissione, e non importa se reale o presunto, serve ad
alimentare un ritorno economico che deve avere un notevole peso.
Personalmente penso si tratti più di un paravento pubblicitario che non la reale risposta
del pubblico.
Può essere significativo costatare che le serate organizzate in loro onore, fuori dal
circuito televisivo, sono disertate dal pubblico, mentre chi ne parla bene in TV è sempre
per qualche verso legato al carretto di Mediaset.
Se fosse vero successo, ed io mi dovessi sbagliare, vuol dire che il livello morale e
colturale degli italiani è davvero caduto molto in basso.
A cosa serve una trasmissione che esalta solo la sopraffazione tra individui?. Non erano
sufficienti i films?.
Per chi non fosse in accordo con le mie convinzioni mi permetto di suggerire alcuni motivi
di riflessione o di lettura diversa della trasmissione.
I partecipanti erano consapevoli di essere costantemente osservati. E' quindi chiaro che
tutti i loro gesti e i loro discorsi erano finalizzati al risultato finale. Con buona pace
della naturalezza e della spontaneità.
Com'è stato più volte dimostrato molti di loro avevano anche, se brevemente, avuto in
precedenza esperienze o contatti col mondo dello spettacolo.
E' significativo in questo senso il camaleontismo di Marina.
Alle spalle della trasmissione esiste sicuramente un nutrito staff di psicologi, sociologi
ed esperti in comunicazione di massa che hanno preventivamente studiato quello che era
più conveniente farci vedere e farci credere.
Non dimentichiamoci che quello che hanno trasmesso era solo la parte selezionata da una
regia che aveva tutto l'interesse a pilotare le cose al fine di accendere la curiosità
degli spettatori.
Disponendo delle potenzialità della televisione è molto facile influenzare opinioni e
tendenze mostrando nella chiave voluta cose e situazioni
Alimentare una morbosa curiosità riproponendoci sino alla noia Cristina e il
"palestrato" Pietro mentre si appartavano dietro il divano.
Sono poi reali le nomination fatte dagli spettatori?.
Non ho prove dimostrative ma ho avuto l'impressione che alcune scene, spacciate per
diretta, si siano riviste più volte.
Riprese, che in esterno mostravano i nostri in costume da bagno mentre si crogiolavano al
sole o sguazzavano in acqua.
Teniamo pur conto della differenza di latitudine ma, in alcuni casi, qui da noi al nord, i
riscaldamenti andavano a pieno regime.
Non è facile descrivere in poche righe un fenomeno cosi complesso.
Sta nella nostra intelligenza e alla nostra maturità stabilire la reale portata degli
eventi.
Se quelle proposte sono le alternative alla noia dei vecchi e barbosi quiz è senz'altro
preferibile restare coi vecchi programmi. Meglio una parvenza di coltura che vedere
strumentalizzati sentimenti e intimi pensieri.
Che bello se alla prima eliminazione fossero usciti tutti quanti in barba ai lacci imposti
dal contratto sottoscritto per partecipare.
Ma chi pensava che il Grande Fratello fosse finito con la liberazione dell'intestino di
Cristina si ricreda.
Continuano a riproporceli in tutte le trasmissioni come se fossero degli eroi.
Ma cosa hanno fatto in realtà ?.
Si sono prestati per farsi manipolare come marionette per un "gioco"!. Pfffff
Ma per fortuna ora la casa del Grande Fratello è una casa chiusa.
O lo era anche prima ?
Cordialità a tutti
Ermes Faveri