Dove tutto diventa comunicazione finisce la memoria
Riflessioni sulla nuova era della comunicazione
Nella società attuale le distanze , i confini, gli spazi hanno assunto un certo margine di relatività: se nel passato il mondo ci appariva immenso tanto che due punti posti in emisferi diversi, risultavano difficilmente raggiungibili e collegabili, oggi le cose non stanno proprio così. Attraverso in nuovi mezzi di comunicazione si è rotta quel trait d'union fra lo spazio ed il tempo, tanto che la fruizione delle informazioni in tempo reale ha mutato radicalmente il nostro modo di vivere.
Mezzi di trasporto più sofisticati e veloci, internet e la telefonia di ultima generazione hanno fatto in modo che il tempo reale cancellasse lo spazio. Infatti nel momento in cui il fatto accade è possibile averne la cognizione, ossia conoscerlo, analizzarlo ed addirittura vederlo. Così ad esempio nel nostro ufficio di Mantova è possibile seguire una riunione d'affari che si sta svolgendo a New York; oppure se il nostro amato si trova a chilometri da noi, abbiamo la possibilità non solo di sentire la sua voce con il solito cellulare, ma pure di vederlo attraverso le nuove scoperte di telefonia mobile. Addio appassionanti amori epistolari!
Secondo una ricerca svedese, fra vent'anni l'80 per cento della popolazione attiva lavorerà nel settore delle comunicazioni. In una società in cui tutto o quasi tutto fosse diventato comunicazione, esisterebbe soltanto il presente, cioè il tempo reale; il passato sarebbe cancellato insieme alla memoria, all'esperienza.
Il fiume del tempo, che ha riempito pagine pagine di filosofi e storici classici, sta diventando impetuoso e travolgente: lascia durante il suo cammino i detriti della storia di ciascuno, proseguendo verso una sola meta: il futuro.
La comunicazione, il progresso, la globalizzazione, sono essenziali per il futuro della società, a patto che non procedano senza mai guardarsi indietro: dove tutto diventa comunicazione, non deve finire la memoria .
"Il tempo è la sostanza di cui sono fato. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco".
Ramona Lucchetti