CELEBRAZIONI PER IL XXV ANNIVERSARIO DI ISTITUZIONE DELLA PARROCCHIA DI SAN GIORGIO MARTIRE A SAN GIORGIO DI MANTOVA (completato dallo sfogo di un collezionista).

 

Dal 13 al 21 ottobre 2001 si è svolta presso la sala San Luigi della Parrocchia di San Giorgio Martire a San Giorgio di Mantova una mostra filatelica per celebrare il XXV di fondazione della nuova parrocchia: la manifestazione è stata resa possibile grazie al rilevante sostegno che l’amministrazione comunale ha dato per la buona riuscita della celebrazione e alla collaborazione del Circolo Filatelico Numismatico Mantovano che a messo a disposizione "uomini e mezzi" per un sicuro risultato.
Perchè ho parlato di nuova parrocchia?
Una Parrocchia San Giorgio esisteva già in quello che era il "Borgo di San Giorgio" così come lo possiamo vedere in molte stampe mantovane e come è riprodotto al verso della medaglia che il Comune di San Giorgio ha fatto coniare nel 1996 in occasione del "Bicentenario della battaglia di San Giorgio"; il Borgo era nient’altro che una cittadella fortificata a ridosso dei nostri laghi tra il lago di mezzo e il lago inferiore e vigilava l’ingresso in città dalla parte del ponte di San Giorgio; tale è rimasto fino al 1808 allorchè il "conquistatore" francese, Napoleone, per ragioni militari, fece radere al suolo quasi tutte le costruzioni costringendo la popolazione a cercare rifugio altrove: e anche la chiesa subì la stessa sorte.
Di San Giorgio rimasero le frazioni senza "capoluogo" (il Borgo), capoluogo dove nel 1813 una nuova disposizione militare ordinava l’abbattimento delle rimanenti costruzioni perchè doveva esserci una visibilità di almeno mille metri oltre la cerchia delle mura delle città.
Nel 1976, su sollecitazione di una nutrita schiera di sangiorgini, viene istituita la nuova Parrocchia e si mettono pure le basi per l’erezione della "casa del Signore" e dei relativi locali accessori, canonica e oratorio per i giovani. A 25 anni di distanza tutto questo è splendida realtà in una comunità cresciuta a vista d’occhio ed ancora in forte espansione.
Per celebrare degnamente l’avvenimento, l’Ente Poste ha concesso l’utilizzo di un annullo postale figurato che come al solito, (e mi permetto di insistere su questo "al solito" anche se ciò potrà attirarmi le ire di qualcuno degli addetti ai lavori) è stato svilito della sua carica iniziale e vanificato l’impegno che Francesco Tommasi, socio CIFINUMA aveva profuso per la sua realizzazione.

Visto che ho messo il dito nella piaga voglio spendere qualche parola con considerazioni mie personali ma da quel che ho sentito, qualcun altro la pensa come me.
E’ mai possibile che l’Italia che si vanta di aver dato i natali, e possedere ancora, artisti di fama mondiale, quell’Italia i cui figli non hanno eguali in fatto di fantasia e di creatività, per quel che riguarda invece nel nostro caso specifico gli annulli postali si ripeta sempre con lo stesso clichè? Gli altri stati europei, tanto per non allargare troppo il campo, presentano regolarmente annulli postali che sono piacevolissimi da guardare, sono delle miniature, dei piccoli capolavori, vedi i Krist Kindle austriaci e valga come esempio per tutti. E noi? Noi vediamo i soliti tondi o i soliti quadri od ovali dove le immagini dei richiedenti vengono regolarmente rifatte e ritoccate ma sempre in modo peggiorativo. Vi sembra logico insistere ancora con simili criteri di lavoro? Mi piacerebbe conoscere le motivazioni che impongono il mantenimento di questi canoni, limitazioni che in pratica bloccano il libero sviluppo della fantasia, dell’originalità, in un certo senso anche del pensiero della gente: e sono ormai anni che andiamo avanti così.
Mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse sia per confermare che per dissentire dal mio pensiero: potrei anche sbagliarmi rispetto al pensiero dei più, dico potrei ma non ne sono proprio convinto.
Perdonate la divagazione ma da tanto tempo avevo questo peso sullo stomaco e finalmente è giunto il momento di liberarmene.
Ritorniamo alla mostra che è poi il motivo di questo testo.
E’ doveroso riconoscere che grazie al cielo è stata visitata da tanti curiosi in gran parte non addetti ai lavori (ovvero profani di filatelia), gente che ancora una volta si è stupita nel vedere e nel sentire quello che si può realizzare con i francobolli e relativi contorni; ho detto sentito perchè ritengo che la mostra sia stata ancor più gradita per il fatto che sono stati sempre presenti alcuni degli autori dei lavori esposti che hanno presentato con semplici parole i percorsi filatelici e spiegato il motivo di certe scelte; dopo aver ascoltato la presentazione dell’amico Alfio Fiorini che con grande impegno parlava all’attento uditorio di storia, di religione e di filatelia, ho notato che la gente era più convinta, si vedeva che aveva gustato di più la mostra che altrimenti sarebbe potuta essere monotona e senza particolari interessi: in questo modo invece
tutti i visitatori hanno avuto modo di sviscerare le tematiche proposte e si sono resi conto di non avere perso tempo a visitare un’esposizione che li avrebbe lasciati un pò insoddisfatti. Questo fatto conferma quanto ho già più volte dichiarato: se si vuole che il pubblico, sia dei profani che dei conoscitori, apprezzi le collezioni che vengono presentate è indispensabile la presenza degli autori che sono i soli in grado di presentare e spiegare in modo chiaro e completo i temi svolti.
Dal mio punto di vista il discorso vale anche per i giurati filatelici i quali non possono a prima vista dare dei giudizi completi sulle collezioni che devono giudicare; anni e anni di ricerche e approfondimento di un tema non possono essere giudicati in poco tempo e anche in questo caso i testi sarebbero da discutere con gli autori.
Mi chiedo spesso come possano i giurati valutare delle collezioni, in particolare le tematiche, e il corretto e completo del tema, quando queste spaziano dai fiori alla religione alla meccanica ai trasporti: sono veramente così dei grandi conoscitori di tutto lo scibile umano? Mi fa piacere per loro e per questo li invidio ma recenti esempi mi fanno sorgere qualche dubbio.
Come al solito, preso dal vortice delle altre argomentazioni, ho trascurato il tema principale e infatti non ho ancora detto che per l’occasione è stata data alle stampe una cartolina ricordo raffigurante la nuova chiesa di San Giorgio, interno ed esterno, e la statua del Santo Patrono che si trova nella chiesa stessa.

E’ stato predisposto anche un chiudilettera, ricavato da un’antica icona orientale, che è stato molto gradito dal pubblico.

Per dovere di cronaca devo riportare l’elenco degli espositori e i titoli delle opere presentate.

RIMINI ALBERTO- San Giorgio di Vittore Carpaccio: combinazione di affrancature

BARACCHI GIANNI- San Giorgio in guerra e in pace.

POVIA ALBERTO-...e il tempo raggiunse la sua pienezza.

IMPERATORI SERGIO- Santi e Beati nelle medaglie.

FERRARI FEDERICO- Maria, Madonna madre di dio.

LEALI SERGIO- Bolli parrocchiali della diocesi di Mantova.

BARACCHI GIANNI- In nomine Sancti Georgii: biblioteca San Giorgio.

CAMPOGALLIANI FRANCESCA- San Giorgio nelle immaginette sacre.

Per concludere devo purtroppo toccare il solito tasto: ma dov’erano i soci del CIFINUMA?
P.S. Sono ancora disponibili cartoline nuove, cartoline con annullo speciale e chiudilettera del XXV anniversario della Parrocchia di San Giorgio.

San Giorgio di Mantova, 25/11/01

GIANNI BARACCHI