L’AMICIZIA

 Nelle righe che seguiranno cercherò di ricordarmi di scrivere sempre la parola che dà il titolo al brano con la iniziale A maiuscola perché per me l’Amicizia è una delle cose più importanti nella vita di una persona in un contesto di sincero rapporto umano, è importante sopra tutto, sopra il mero valore del denaro, sopra gli interessi di parte, sopra il proprio stesso tornaconto.
Sono state composte svariate canzoni da famosi compositori e parolieri (parlo di musica leggera ovviamente) sempre sul tema Amicizia, da Herbert Pagani a Dario Baldan Bembo a Riccardo Cocciante ed altri ancora ma in tutti i loro lavori hanno seguito lo stesso filo conduttore e tutti hanno raggiunto lo stesso obiettivo.
"L’Amicizia vuol dire chiamarsi fratelli…l’Amicizia sincera è un grande dono, il più raro che c’è".
"L’Amico è una persona schietta come te, che non ti giudica, che non fa prediche" ...ma soprattutto che non ti tradisce mai.
L’Amicizia vera è rara come "le mosche bianche" e grande come il mondo; gli Amici si comprendono anche senza parlarsi, un cenno vale già più di un discorso: e si arriva subito al nocciolo della questione.
Mia nonna che non aveva una grande cultura ma era comunque molto prodiga di proverbi, a proposito dell’Amicizia diceva: le vere Amicizie nascono sui banchi della scuola.
La vita mi ha dimostrato che aveva proprio ragione.
Il periodo scolare è quella porzione della vita che vede l’uomo "in erba" affrontare da solo i suoi primi problemi ed in quel periodo, oltre a trovare nei genitori il naturale supporto ai suoi dubbi, trova sempre aiuto e conforto nel compagno di banco che non è necessariamente il primo "collega" al quale l’insegnante ti mette vicino ma è il risultato di una scelta che viene fatta giorno dopo giorno a mano a mano che aumenta la conoscenza della scolaresca fino ad arrivare alla scelta definitiva ,fino a trovare quel compagno di classe che dimostra i nostri stessi interessi, che in pratica la pensa come noi e alla fine diventerà l’Amico del cuore, l’Amico.
Terminate le lezioni a scuola, un pasto veloce mezzi seduti sulla sedia di cucina e mezzi no e poi via a trovare l’Amico con il quale si costruiranno giochi, si rincorreranno sogni comuni attraverso ricostruzioni fantastiche di galoppate nella prateria o di esplorazioni nella giungla africana fino ad arrivare anche a colossali litigate che poi aiuteranno a rinsaldare sempre più la comune Amicizia.
Volano come lampi le ore e i giorni passati spensieratamente in compagnia dell’Amico più caro ma purtroppo un giorno avviene la separazione: capita che i genitori si devono trasferire, capita che si intraprendono studi diversi o lavori diversi in luoghi diversi e con orari diversi e più avanti si arriva anche a separarsi a causa di una donna che, se però vuole veramente bene al suo ragazzo, non può disdegnare di riconoscere l’Amicizia con l’Amico dell’Amico del quale tanto a lungo le avrà parlato in modo entusiastico assieme ai ricordi di giochi, di gite, di avventure vissute o anche solo pensate insieme. E’ comunque sempre un nuovo intruso che in un certo senso si intromette e un po’ l’Amicizia si "scolla" per naturale maturazione dell’ evento. Nei cuori degli Amici rimarrà comunque sempre un ricordo inalterabile.
Tutte le situazioni difficili e importanti vissute "a due", la scuola in primo piano, sono veicolo di profondo legame.
Qual’ è la vera amicizia?
Forse mi ripeterò ma riaffermo che è la più disinteressata, quella che non ti fa mai dire "sono stanco", quella che ti fa anche saltare i pasti o passare le notti in bianco, senza pretendere ricompense: chiede soltanto il mantenimento di quel rapporto che ti aiuterà a sorridere per tutta la vita.
Oserei dire che l’Amicizia, sempre con la A maiuscola, è un fattore che supera lo stesso naturale feeling che si viene a creare fra uomo e donna, senza nulla togliere a quest’ultimo che nasce da sollecitazioni naturali e proprio per questo non completamente assimilabili all’Amicizia che è un sentimento più ragionato.
Potrebbe anche succedere che il nuovo partner si dimostri geloso, ma senza ragione, nei confronti del "concorrente" ma quando capirà che Amicizia vuole dire anche capire gli altri, le loro necessità, i loro giusti interessi, tutto si risolverà perché una donna (parlo ovviamente sempre al maschile ma solo per comodità) che non dividerà due uomini, due vecchi amici, avrà trovato anch’essa un nuovo grande Amico.
Le guerre si fanno è vero per motivi di interesse economico (quasi sempre, a parte la guerra di Troia) e questo perché molto probabilmente le opposte fazioni raramente si conoscono ,sono le "alte sfere" che parlano sempre male dell’avversario eccitando negativamente gli animi: e con un lavaggio del cervello che alla fine rende tutti quanti inconsciamente succubi e convinti partecipi, succedono i disastri.
Se tutti quanti ci conoscessimo meglio si potrebbero di certo evitare tanti dolori, tanti rammarichi, tanti lutti. E’ dimostrato, salvo casi più unici che rari o di puro fanatismo, che ognuno di noi tiene molto alla propria pelle e farebbe volentieri a meno di guerre e dispute cruente, i problemi si risolverebbero tutti prima ancora di vederli nascere (sò, e mi rammarico, che è solo utopia).
Quante volte si parla impropriamente e fors’anche un po’ a sproposito di Amicizia perché l’Amicizia ha bisogno di anni e anni di rapporti, di conoscenza, di lotte in comune. Un nuovo compagno di lavoro non può essere subito amico, potrà anche essere gentile, pieno di riguardi ma mai subito Amico; il simpatico villeggiante che per un mese occupa l’ombrellone accanto al nostro sulla spiaggia di Cesenatico non sarà nostro Amico nemmeno alla fine della vacanza, potrà essere certamente un ottimo ricordo da portare a casa ma per diventare Amico ci vuole molto, molto di più.
Quanti Amici ho avuto nella mia vita? Quanti amici avete avuto nella vostra vita? Siamo tutti noi in grado di fare un esame di coscienza e dare una risposta certa e onesta? Non è né facile né semplice: la maggiore difficoltà sta proprio nella valutazione spassionata di quel lungo elenco che teniamo dentro di noi e che mano a mano che esaminiamo si riduce sempre più fino a poter contare sulle dita di una o al massimo due mani i personaggi ai quali "benignamente diamo la sufficienza".
Chi trova un Amico trova un tesoro è una frase più che sfruttata ma sempre attuale, come i proverbi, anche se mi sembra che sia sempre più difficile mettere in pratica questo motto.
E come mai questa rarefazione nelle persone moderne di quella particolare attrazione che farà poi nascere l’Amicizia? La scuola un po’ unisce ma poi la televisione divide quasi definitivamente, la pigrizia generata proprio dalla televisione che ti da l’impressione di non avere bisogno di nulla e nessuno all’infuori del video è il colpo di grazia a quei famosi rapporti umani che a fatica riescono a farci capire le poche letture che riusciamo a fare...diventiamo pigri, solitari…"taci che non capisco cosa dice la tv"…:siamo single in un branco di single.
E Internet?
Nutro molti dubbi sul fatto che Internet possa unire quando si pensi che il colloquio avviene soltanto attraverso una tastiera, non si sente la voce dell’altro interlocutore che si esprime attraverso testi che appaiono sul teleschermo…e non riusciremo mai a valutare il suo stato d’animo, la sua sincerità, il suo vero interesse per noi che a centinaia di chilometri (o fors’anche solo a due) smaniamo dalla voglia di conoscerlo.
Che bello scambiarsi opinioni uno di fronte all’altro, guardarsi in faccia mentre discutiamo dei nostri problemi, mentre ci emozioniamo raccontandoci un recente successo o un deludente insuccesso: anche così può nascere l’Amicizia.
Parliamo di mogli, di compagne: durante il fidanzamento due persone cercano di conoscersi per capirsi meglio, anche per diventare Amici, per riuscire a fidarsi uno dell’altra. A questo punto servirà anche tanta buona volontà reciproca e un preciso contributo da parte di Madre Natura che aiuterà a completare l’opera.
Alla fin fine i più grandi Amici dovrebbero essere proprio marito e moglie: gli stessi interessi, gli stessi obiettivi, la stessa volontà di superare assieme gli ostacoli.
Di norma l’uomo (e la donna) passerà la maggior parte della sua vita con il partner che si è scelto piuttosto che con i genitori: quanto tempo per rinsaldare l’Amicizia, per riuscire a volersi veramente bene, per dimostrarsi reciprocamente di volersi bene: che grande Amicizia!
Dell’infanzia che ritengo di aver trascorso piuttosto bene soprattutto grazie alla intelligente guida dei miei genitori, ricordo gli Amici e i compagni che oggi a distanza di decenni riesco a valutare con maggior serenità e realismo e li vedo ancora tutti, seduti nei piccoli banchi o nel cortile della scuola a rincorrere un pallone mentre io preferivo rimanere alla difesa della porta e ricordo il loro atteggiamento nei miei confronti e poi il comportamento fuori della scuola: come so distinguere bene oggi le vere e le finte Amicizie di allora! Quando si è troppo piccoli forse non si riesce ancora ad essere veri Amici perché il nostro modo di pensare non ha ancora acquisito quella chiarezza che con lo sviluppo, e quindi col tempo, si farà strada in ciascuno di noi:
il bambino piccolo è per sua stessa natura molto egoista, crede che tutto gli sia dovuto e tutto cerca di tenere per sé; quando crescerà capirà che anche gli altri hanno i suoi stessi diritti e comincerà ad avvicinarsi al suo prossimo in modo più razionale.
Nei confronti dei giovani non sò come gli adulti possano essere Amici: le grandi differenze di età sono di per sé stesse un grosso ostacolo perché diversi sono i modi di vedere la vita e quindi anche gli interessi non sono più tanto in comune; in queste situazioni ci sono più rispetto reciproco e comprensione che non piuttosto Amicizia, senza peraltro nulla togliere al grande senso di stima che può esserci fra le parti.
Concludendo: quanti Amici ci sono rimasti? Sono amici o Amici? Attenzione prima di rispondere.
Secondo me l’uomo, per sua natura, è cattivo, violento ed egoista ma con l’Amicizia modifica in senso positivo i suoi istinti naturali e brutali: riesce ad andare "contro corrente", solo grazie all’aiuto della sua intelligenza e buona volontà .

 

San Giorgio di Mantova, 05-03-01

GIANNI BARACCHI