Il forte abbraccio della nebbia
Emozioni e sensazioni generate da una giornata di nebbia
Sembra di essere su un pezzo di pianeta staccato, immerso in una grossa nuvola di vapore, che rende tutto evanescente e confuso.
Ci si muove a stento in una cappa che non lascia travedere i propri confini: le cose appaiono senza contorni, appoggiati lì come fantasmi vaganti, senza fissa dimora.
Ti avvolge piano, piano e inesorabilmente non ti lascia scampo: la vedi emergere dalla terra, quasi fosse la sostanza di un mostro che, lentamente risalendo,si concretizza prendendo forma.
Come una vecchia foto istantanea, ormai sbiadita dal tempo l'ambiente si scopre con calma, passo dopo passo, manifestandosi timidamente, nascosto dietro un velo di grigio.
L'autore di questo quadro senza più colori, è la nebbia che tutti almeno una volta hanno avuto il dispiacere di averla come compagna di viaggio. Soprattutto chi abita nelle pianure del nord, la considera ormai ospite abituale degli uggiosi inverni.
Questo agente atmosferico appare semplicemente come fumo: ma non è altrettanto semplice farne previsione sull'arrivo e sui meccanismi che la provocano.
Il fenomeno della nebbia deriva dalla presenza di gocce finissime (diametro medio di 40 micron circa) di vapore acqueo, condensato in sospensione negli strati atmosferici vicini al suolo, causando una più o meno forte riduzione della visibilità.
Tante microbiche stille che, concentrandosi in minuscoli cristalli, riescono a provocare il blocco di aeroporti per giorni, il collasso di autostrade per le lunghe colonne d'auto che attendono di rimettersi in moto, incidenti...
Una giornata di completo grigiore in cui ci si ritrova avvolti nella bambagia in una condizione di non temporalità, è stata recentemente oggetto di studio in relazione alle conseguenze sugli stati comportamentali dell'uomo. Infatti ricerche recenti presso un campione di ambulatori di medici di base, posti in località a bassa visibilità e alta nebbiosità della pianura padana, hanno rilevato la presenza di un diffuso disturbo dell'umore, definito con l'acromino SAD (Seasonal Affective Disorder, Disturbo Affettivo Stagionale). Gli studiosi hanno rilevato che agenti atmosferici quali la nebbia, possono influenzare in maniera rilevante, non solo l'umore, ma anche il livello di energia e le funzioni primarie come l'appetito, il sonno e la sfera sessuale.
La nebbia, quindi, non è certo considerata sinonimo di allegria e buonumore, ma non per tutti... Per alcuni il grigiore che abbraccia ogni cosa, significa tranquillità, pace, poesia.
Nei lunghi inverni padani, non ci resta altro che goderci una bella giornata, avvolti nella nebbia, magari approfittandone per scrivere qualche verso!
Ramona Lucchetti