PORTO SAN GIORGIO – 21/22 SETTEMBRE 2002

 

PRIMO INCONTRO DEI SANGIORGESI D’ITALIA

 

SALUTO AI DELEGATI

 

Saluto e ringrazio tutti quanti, sangiorgesi e non, presenti in questa assise che non vedrà nè vincitori nè vinti ma piuttosto, come io spero, ci vedrà tutti vincitori.

Anche all’amministrazione comunale di Porto San Giorgio va il nostro plauso per l’ospitalità ma in particolare è il sig. Elio Tomassini che è qui con noi che dobbiamo ringraziare con un applauso per il grande impegno profuso per la buona riuscita del nostro primo incontro.

Dopo quasi due anni di contatti, più o meno corrisposti,  finalmente concludiamo la prima parte di quella che dovrebbe diventare, almeno nelle mie intenzioni, una simpatica tradizione di incontri e scambi culturali; oggi inoltre ho la possibilità di conoscere di persona qualche altro sangiorgese dopo che con qualcuno mi sono già incontrato “nella sua terra” ed ho avuto pure l’opportunità di apprezzarne la generosa ospitalità.

Purtroppo, e forse sarebbe stato troppo bello, parecchi non hanno colto il vero significato dei miei inviti, non hanno capito il lato più bello dell’iniziativa: unire il nord e il sud con un pretesto che non influenzerà minimamente le scelte politiche delle singole amministrazioni: il nostro dovrà essere un incontro in assoluta libertà, fuori da qualsiasi schema e improntato alla più grande serenità.

Il fatto che solo una minoranza di potenziali interessati abbia risposto ai miei inviti, mi ha fatto dubitare sulla validità della scelta che ho fatto: ho sbagliato credendo in qualcosa in cui non valeva la pena credere, in qualcosa per cui non conveniva darsi tanto da fare? Voi cosa ne dite?

Il fatto però che oggi siete qui mi lusinga poichè vuol dire che proprio tutto non ho sbagliato e che vale ancora la pena di credere in ciò che tutti insieme stiamo preparando. E magari insistere!

Come ormai ben sapete, il motivo di questa agape estemporanea è la preparazione di un convegno da realizzare il prossimo anno per celebrare un avvenimento che stando alla tradizione popolare è accaduto 1700 anni or sono: si narra infatti che nel 303 Giorgio di Cappadocia cadeva sotto i colpi del carnefice per non abiurare la sua fede cristiana.

Sia chiaro che io non intendo fare nessun tentativo di “conversione”, ma solo sollecitare delle azioni comuni nel ricordo di un nome che in un modo o nell’altro ci avvicina promuovendo quindi delle attività che ci aiuteranno anche a sentirci più uniti.

Il primo atto che è stato compiuto è stata la richiesta all’Ente Poste dell’emissione di un francobollo commemorativo celebrativo del 17° centenario del martirio di San Giorgio: e anche qui devo dire che purtroppo soltanto dodici sangiorgesi hanno risposto alla mia chiamata; se la partecipazione fosse stata più massiccia ora probabilmente non ci sarebbero più dubbi mentre invece non c’è ancora la certezza che la nostra richiesta verrà soddisfatta ma, come suole dirsi, la speranza è l’ultima a morire: sono stati interessati vari parlamentari e contiamo pertanto sulla loro influenza per ottenere “quanto ci spetta”. Se potete disporre di qualche nome nuovo e influente che possa intervenire presso i membri della consulta filatelica, siete calorosamente invitati a darvi da fare. Vi ricordo che la consulta filatelica si riunirà di nuovo verso la fine di novembre.

Mi è stato suggerito che la soluzione ideale sarebbe poter contattare direttamente il ministro Gasparri.

Comunque vada a finire la faccenda francobollo, e qui partecipo il pensiero di alcuni di voi con i quali mi sono consultato, sono dell’avviso di organizzare ugualmente il convegno per celebrare l’evento: su data, luogo e forma decideremo già oggi, almeno nelle sue linee generali; nella scaletta odierna invece al primo posto ho inserito la preparazione del “nostro primo calendario sociale...”.

Relativamente al convegno che dovremo realizzare il prossimo anno e al suo aspetto economico, elemento da non trascurare, dovrete essere voi a quantificare il budget entro il quale ci si potrà muovere: ritengo comunque che non saranno cifre esorbitanti anche perchè certi costi vanno ripartiti fra tutti.

Come accennavo prima, questo incontro dovrà essere al tempo stesso sacro e profano: ognuno si regolerà secondo la propria coscienza e da questo punto di vista nessuno dovrà nè potrà recriminare l’operato degli altri: come dicevo prima, in libertà e fuori dagli schemi.

Al momento ho terminato il mio saluto e poi in seguito discuteremo insieme del programma futuro.

Penso sia opportuno che ogni singolo rappresentante si presenti e faccia un breve intervento prima di passare alla discussione dei punti che ci interessano: in questo modo inizieremo subito a conoscerci.

Ora darei la parola al delegato che conosco meglio, il mio sindaco,  Beniamino Morselli di San Giorgio di Mantova.

Un’ultima cosa: se oggi ci troviamo tutti qui riuniti, il maggior colpevole sono certamente io. Spero che mi perdonerete.

Grazie.
Gianni Baracchi