LETTERA APERTA...
...all’amico
Gianni D. che prossimo ai cinquant’anni e dopo due figli più che maggiorenni,
attende sereno il suo terzo figlio.
Benvenuto
Luigi!
Benvenuto
Francesco!
Qualunque
sia il nome che darai al tuo futuro pargolo (già si sa che sarà un bel
maschietto: addio sorpresa!), sarà sempre e comunque bellissimo.
Caro
Gianni,
Non
sarebbe certo stato facile, per me poco avvezzo ai lunghi discorsi, dirti a
voce come la penso: per questo motivo mi sono armato di coraggio e buona
volontà ed eccomi pronto per affrontare questa che di certo sarà la più lunga
lettera mai scritta in tutta la mia vita.
Certo
non ti aspettavi di leggermi, considerato che come tecnici siamo più avvezzi
all’uso di utensili meccanici e del calibro piuttosto che a quello della penna
ma quando le cose sono importanti, come in questo caso, vedo che si riesce ad
acquisire doti che non ci saremmo mai aspettati di possedere in condizioni
normali e pertanto...
L’idea
di scriverti mi è nata il giorno stesso che ci siamo incontrati passeggiando
sotto i portici della nostra bella Mantova e tu, con un sorriso tra l’incerto e
il felice, hai presentato a mia moglie e a me la tua Nadia un pò più “rotonda”
del solito: per me è stato non uno shock ma una piacevole sorpresa essere messi
al corrente della novità: sorpresa superata all’istante dalla mia gioia nel
vedervi così sereni, non rassegnati ma orgogliosi.
Certo
alla nostra età può essere per molti una spiacevole sorpresa pensare di tornare
a passare notti in bianco a scaldare biberon e a cantare ninne nanne; per molti
può essere talmente difficile pensare di dover affrontare una situazione del
genere da indurli perfino a decidere per una interruzione della maturazione di
quei bellissimi frutti che sono sempre i figli.
Per
questa tua scelta cosciente non posso invece che farti i miei complimenti, sei,
anzi siete stati bravissimi nella vostra seppur non facile e sofferta decisione
e sono sicuro che la Vita vi ripagherà con tante soddisfazioni, quanto è
l’amore e l’impegno che avete messo nel realizzare questa scelta di vita.
Non
trovo mai giusto, salvo casi di reale pericolo, eliminare delle creature alle
quali siamo stati comunque noi a dare la vita. E’ certamente molto facile e
semplice sbarazzarsi di un essere che ancora non riesci a stringere fra le tue
braccia e le cui parole non puoi ancora sentire, un essere che ancora non
riesce a difendersi da sè in una società, quella di oggi, ricca solo di
ruffiana e ipocrita civiltà (e che pertanto non può essere vera Civiltà) e che
ti stimola a liberarti di ciò che viene chiamato impiccio in nome di una
assurda e insensata libertà.
Qualcuno
potrebbe obiettare che tre figli non sono pochi ma quando mai i figli sono
stati fonte di tristezza e miseria? Certo aumenteranno gli impegni, i pensieri,
magari ti toccherà fare qualche straordinario in più (in casa e fuori casa) ma
quando il sacrifico sia affrontato con il giusto spirito e per un preciso e
sacrosanto scopo, ci sembrerà sempre un impegno lieve.
Forse
mi ripeterò ma ti rinnovo ancora i miei auguri e i miei complimenti assieme a
quelli di mia moglie Clara: bravi, bravi, bravissimi, avete dimostrato a tanta
gente che l’Amore è più forte di ogni e qualsiasi impegno, l’Amore per il
vostro futuro GIULIO dà una tale carica e un tale coraggio che tutte le
barriere cadono: un amore che si realizza in pieno e che è essenzialmente
altruismo.
Io
penso che il vostro esempio potrebbe essere di grande aiuto a tutti quei
giovani, ma anche meno giovani, che si troveranno ad affrontare situazioni come
la vostra e per questo andrebbe anche pubblicizzato: avete dimostrato prima a
voi stessi e poi a tutti gli altri che la vita ha valore sopra ogni cosa, che
la vita deve sempre continuare pur con tutte le avversità che quotidianamente
si parano dinanzi a noi...e stringerai i pugni, ma felice, pensando a
quell’intruso che è venuto a bussare alla tua porta ed entrerà quanto prima,
perentoriamente, nella tua casa a fare compagnia agli altri due maturi ventenni
che già riempiono la tua vita; quando poi vi regalerà il suo primo sincero
sorriso toccherete il cielo con le dita.
Vedo
te e Nadia contenti ed io pure gioisco di questa vostra felicità che auguro
anche a tutte le coppie e le famiglie del mondo.
Ciao
Gianni.
GIANNI BARACCHI
San
Giorgio di Mantova, 10 giugno 2001
P.S.
La lettera è stata inviata all’interessato alcuni anni fa ed ora la rendo
pubblica avendo ottenuto il parere favorevole dallo stesso (che casualmente si
chiama Gianni come me). Giulio è nato il 7 luglio.