VIAGGIO IN ITALIA. MATERA E I SUOI "SASSI".
Tralascerò per qualche tempo la descrizione
delle visite ai paesi che si chiamano San Giorgio per focalizzare la mia, e spero anche la
vostra attenzione, su quello che è stato, come ho riferito nella precedente relazione, il
mio "viaggio in Italia" alla ricerca delle località San Giorgio, e non solo
quelle.
Uno dei sogni della mia giovinezza, che si è trascinato per decenni, è stato quello di
poter visitare la Basilicata, detta anche Lucania.
Per me dire Lucania è come dire Matera, per tutte le situazioni legate al libro di Carlo
Levi "Cristo si è fermato a Eboli" e la prima cosa che mi fanno affiorare nella
mente sono i famosi "sassi".
Mi sono chiesto spesso e ho provato ad immaginare come potevano essere questi famosi
"sassi", ambienti da viverci, ambienti naturali dove migliaia di persone per
secoli hanno passato e condotto la propria esistenza. Conoscere i sassi è stato per me un
impatto, se non violento, almeno brusco, con un mondo che sembra fuori dal mondo e
lontanissimo nel tempo... e che invece è stata realtà fino a pochi decenni orsono.
Solo a provare ad immaginare come poteva svolgersi la vita in questi luoghi non è facile
per noi dell'anno 2000 abituati a qualsiasi comodità, dal frigo alla tivù, alla
lavastoviglie.
Cercherò ora di descrivere nel modo più chiaro ed obiettivo possibile queste dimore.
Cercate di focalizzare nella vostra mente il fianco scosceso di un monte, arido, brullo
dove in fondo alla scarpata scorre un torrente: un rio in un canyon. Ed è proprio un
canyon di casa nostra paragonabile a tutti gli effetti a quelli classici americani come si
vedono in tanti films westen o nei documentari naturalistici. La differenza con questi
ultimi è una sola: i nostri canyon sono, o meglio erano, abitati.
Lungo queste scarpate vennero scavate delle grotte o allargati dei vani naturali, lavoro
che non doveva essere particolarmente difficoltoso dal momento che queste rocce di tufo,
che costituiscono tutta questa zona, sono piuttosto friabili e quindi facili da rompere.
Queste grotte erano ricovero per uomini, cose ed animali, contemporaneamente, una
situazione che ci sembrerà anche paradossale, ma che invece era la più logica per i
tempi; l'acqua da utilizzare per tutti gli usi relativi era quella del fondovalle,
distante anche ore di cammino; gli ambienti umidissimi poichè il tufo è un ottimo
assorbente, quasi una spugna. Il ricambio d'aria, l'entrata della grotta.
Dopo la denuncia da parte di Carlo Levi e della sorella dello stato di abbandono nel quale
si trovava la Lucania, riferito a Matera in particolare ci fu un risveglio nazionale
generale, un'indignazione nazionale; si disse: "I sassi sono la vergogna
d'Italia".
Da qui l'inizio di una campagna di risanamento: un appartamento nuovo in una zona salubre
contro un "sasso", una caverna. Si pensò, da parte delle autorità, che la cosa
doveva essere quanto mai allettante per i "sassesi", un vero affare per i
"sassesi" e invece niente: nessuno voleva abbandonare le proprie abitazioni per
nulla al mondo. Ci sono voluti più di trenta anni per convincere, un pò con le buone e
un pò con le cattive, quella gente a lasciare quei fatiscenti "residence" che
ora l'Unesco ha proclamato "patrimonio dell'umanità". Quale differenza di
pensiero! Oggi, qualcuno vorrebbe tornare ancora a vivere in quei "sassi" e il
comune di Matera è disposto a soddisfare queste richieste a condizione che vengano
rispettate tutte le norme igienico-sanitarie e di sicurezza come previsto dalle leggi
vigenti. E più di uno ci sta provando.
C'è anche qualcuno che invece è andato ad abitare al nord per cercare di migliorare la
sua posizione ma poi la nostalgia lo ha preso e costretto a ritornare a casa, al paese:
quanti si sono comunque pentiti di aver lasciato un mondo fatto sì di sacrifici ma anche
di tante comodità per tornare a lottare con la natura e gli uomini in nome di uno stile
di vita non più concepibile ed irripetibile.
I ricordi legati all'infanzia sono sempre belli e ingigantiti dal tempo ma quando la nuova
realtà ci si presenta a decenni di distanza e la scrutiamo con gli occhi e la mentalità
di poi, non dico che i ricordi precipitino in frantumi ma perdono molto del loro fascino
antico che riusciamo a ricreare solo se chiudiamo gli occhi e cerchiamo di sognare.
Questi sono i "sassi" di Matera, impossiblili da immaginare anche dopo una
descrizione più estesa e particolareggiata di quella che vi ho presentato io ora, siti
che meritano di essere visitati se non altro per l'irreale inconcepibile realtà che
invece sono.
Un consiglio: non fatelo d'estate.
E' come camminare nel deserto.
Per ![]()
GIANNI BARACCHI
San Giorgio di mantova,16 ottobre 2000