Il certificato self service

 

Forse non tutti sanno che esiste la possibilità per ogni cittadino di poter produrre in proprio atti di nascita, di matrimonio, di famiglia, di residenza ecc.

Finalmente possiamo dare un taglio a molte scartoffie, alle code agli sportelli, alla burocrazia stressante.

La semplificazione consiste in una autocertificazione prevista dalla "Legge Bassanini" con la quale ogni singolo cittadino può (ed è un proprio diritto) compilare un semplice modulo chiamato "dichiarazione sostitutiva di certificazione" indicando le proprie generalità, i dati richiestivi e quindi firmarlo.

Tutti gli uffici pubblici (finanziari, tributari, ospedali, università ecc.) devono mettere a disposizione degli Utenti il modulo e non più pretendere la consegna di certificati di ogni tipo.

Dopo alcuni anni dall’entrata in vigore della Legge, e dopo episodi di rifiuto da parte di alcuni Uffici Pubblici "impreparati" o "non attrezzati", tutti i cittadini sono informati sulla possibilità di autocertificare nascita, residenza, cittadinanza, titolo di studio, situazione famigliare, carichi pendenti, godimento di diritti civili, la propria posizione militare, iscrizione in albi, qualifiche ecc., presentando appunto il modulo di autocertificazione, compilato e sottoscritto, unitamente ad un documento d’identità.

E’ ovvio che non sarà possibile autocertificare tutto.

Può succedere, ad esempio, di dover certificare il proprio reddito o patrimonio e l’utente non sempre è in grado di decifrare i propri documenti fiscali (UNICO, 730 o CUD) e quindi in questo caso è necessario doverli produrre.

E’ opportuno quindi informarsi in ogni occasione anche per non commettere il reato di falso in atto pubblico.

L’autocertificazione è quindi una innovazione molto utile che fa risparmiare tempo, denaro e stress ma rimane sempre un "atto ufficiale", da non sottovalutare, non abusarne e da non utilizzare con superficialità.

 

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Ines Carra